Non eri nessuno senza un paio di blue jeans di Ponterosso

Passeggiando per le rive di Trieste lo sguardo si sofferma sul Canal Grande nelle cui acque si specchiano magnifici palazzi.

Venditrici di verdure (1988) – OZE NŠK

Lungo un lato del canale si apre Piazza Ponterosso, un tempo nota tra gli acquirenti sloveni e croati come “Ponteroš”. Realizzata nel 1757 come prima piazza del borgo Teresiano, dedicato all’imperatrice Maria Teresa, Ponterosso prende il nome dal ponte levatoio mobile in legno, successivamente trasformato in ponte mobile, che era per l’appunto di colore rosso. La popolazione slovena lo chiama anche “Rusi most” (traduzione letteraria in dialetto sloveno). Fino a tempi recenti qui si teneva il mercato dove ogni giorno gli ambulanti allestivano i propri banchi con frutta, verdura e fiori provenienti da luoghi vicini e lontani, mentre in passato gli operai scaricavano la merce dalle navi ormeggiate lungo il canale.

Sulla piazza vendevano i propri prodotti numerose venderigole slovene. La piazza è abbellita da una fontana con al centro un puttino che i triestini hanno soprannominato “Giovanin de Ponterosso”. Ogni anno, per la festa del santo che ricorre il 24 giugno, le fioraie usavano decorarlo con una ghirlanda di fiori. Dopo la Seconda guerra mondiale al mercato ortofrutticolo si è aggiunto il mercato di abbigliamento, dove persone provenienti dall’Europa dell’est venivano in massa a fare acquisti. Ponterosso divenne quindi la meta dei compratori jugoslavi per lo shopping di articoli occidentali. Ancora oggi si usa dire: “Non eri nessuno se non indossavi un paio di blue jeans acquistato a Ponterosso!”.

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