“Sei bella delle alture o linda figlia, graziosa tra gli incanti del creato”.
A leggere questi versi dedicati all’Isonzo (Soča in sloveno) probabilmente siamo tutti pervasi da un brivido e pensiamo subito al proseguimento di questa poesia di Simon Gregorčič, che porta con sé il peso degli eventi storici nel Goriziano.
Ancora oggi infatti ci meravigliamo di come il poeta abbia intuito, anni prima, lo sviluppo degli eventi e previsto quanto terribili sarebbero stati i combattimenti sul fronte della Prima Guerra Mondiale:
“Su te il ciel sereno s’inarcherà / ma intorno grandine di piombo cadrà / e sangue a fiotti e di lacrime un torrente / e lampi e tuoni — oh che battaglia ardente! / Qui all’urto delle spade affilate, / le tue acque di rosso saranno colorate” (Trad. di Giovanna-Iva Ferianis Vadnjal).
Eppure, l’Isonzo, che sgorga nella Val Trenta, ha sempre suscitato ammirazione nell’uomo. La sua vista ci lascia sempre senza fiato, sia quando scorre tra le strette gole di Bovec, sia quando incontra la pianura e il suo corso diventa placido. Nonostante l’Isonzo scorra in tutta la sua bellezza vicino alla città, nel cuore di Gorizia non si percepisce di essere così prossimi al fiume.
Solo dopo aver attraversato il ponte di Piuma, dove ci accoglie la praticamente obbligatoria statua di San Giovanni Nepomuceno, facciamo finalmente ingresso in un mondo incantato sulle sponde del fiume smeraldino: nelle vicinanze si trovano un parco curato e un molo per canoe, sede dell’associazione slovena Šilec. Il luogo è inoltre collegato alla pista ciclabile tra Salcano e Vrtojba, e fa parte del parco urbano transfrontaliero. Da qui in poi, l’Isonzo si allarga, incontrando numerose dighe che ne rallentano il corso fino al vicino mare Adriatico, in cui sfocia.
