L’anno 1976 ha lasciato un segno profondo nella vita delle valli al confine tra Slovenia e Italia

Le conseguenze del terremoto
Molte case furono distrutte o danneggiate e in Val Resia solo a Stolvizza/Solbica, Coritis/Korito e Učja/Uccea si sono conservati alcuni edifici che mantengono parzialmente le caratteristiche architettoniche della valle. In molti luoghi, le persone dovettero temporaneamente lasciare i propri paesi o ricevettero piccole case prefabbricate per superare il periodo necessario alla ricostruzione delle loro abitazioni.
La ricostruzione
Nonostante le difficoltà, la ricostruzione post-terremoto portò nelle valli un’ondata di miglioramenti urbanistici e edilizi. Oggi, gli abitanti stanno reintroducendo elementi architettonici tradizionali che richiamano le loro radici e stanno anche restaurando le malghe, un tempo utilizzate durante i mesi estivi.
Il Museo della Gente della Val Resia
Dopo la ricostruzione, le persone poterono lasciare le case prefabbricate e così, nel 1995, in una di queste a Resia fu allestita una mostra sulla valle, dando origine al Museo della Gente della Val Resia, con l’aiuto di esperti sloveni e giovani partecipanti al Campo giovanile di ricerca (Mladinski raziskovalni tabor) di quell’anno. Dal 2017, il museo ha una nuova sede in una vecchia casa tradizionale a Stolvizza che conserva le caratteristiche dell’architettura popolare resiana. La casa “Plocava hiša”, costruita nel 1756, ospita una vecchia cucina e una camera da letto, una collezione di favole della Val Resia e mostre temporanee.

