Famiglie borghesi, carnagioni di porcellana e abiti di pizzo riprodotti con precisione. Queste sono le caratteristiche dei ritratti biedermeier nati dal pennello di Giuseppe Tominz, famoso pittore goriziano, che nel suo repertorio ha lasciato anche rappresentazioni umoristiche

Ritrattista sloveno
Jožef Jakob Tominc, conosciuto anche come Josip, e nei circoli italiani come Giuseppe Tominz, è considerato uno dei migliori ritrattisti sloveni. Nacque il 6 luglio 1790 a Gorizia, dove trascorse la sua infanzia. A diciannove anni, grazie al sostegno di alcuni mecenati, si recò a Roma per studiare pittura. Il suo percorso continuò a Venezia, poi a Vienna e Lubiana. Nel 1821, tra le altre cose, ritrasse i partecipanti al Congresso di Lubiana. Lavorò molto anche a Trieste, per poi stabilirsi nel Goriziano.
Il ramo più riconoscibile dell’arte visiva della prima metà del XIX secolo era la ritrattistica, che raggiunse il suo apice prima dell’invenzione della fotografia.La maggior parte dei suoi dipinti è conservata nel museo Revoltella di Trieste e nella Narodna galerija di Lubiana. Morì il 22 aprile 1866 nella sua tenuta a Gradišče/Gradiscutta sopra Prvačina, luogo di nascita di sua madre. Suo figlio Avgust seguì le sue orme, diventando anch’egli pittore.
